Fondo C. Pollini - Conservatorio di musica di Padova

PRESENTAZIONE DEL FONDO

Elena Linda Bertoni - Maria Nevilla Massaro

Con la denominazione "Fondo Pollini" si intende l'insieme del materiale librario-musicale appartenuto al musicista Cesare Pollini (Padova 1858 – 1912) e conservato nella biblioteca del Conservatorio di Musica di Padova, a lui tutt'oggi intitolato.
L'idea di recuperare la biblioteca musicale di Cesare Pollini nella sua identità e nelle sue dimensioni fa parte di un più ampio progetto volto a ricostruire la storia dell'allora Istituto musicale di Padova nei suoi diversi aspetti, dalle finalità della sua fondazione, allo sviluppo delle attività didattiche e concertistiche, alla gestione interna, ivi compresa la presenza di un'importante biblioteca.
L'Istituto, fondato nel 1878 come scuola musicale, fu intitolato a Cesare Pollini subito dopo la sua morte, nel 1912,  e nel 1921 aggiunse alla propria denominazione anche quella  della Società di Concerti "Bartolomeo Cristofori". Nel 1922 fu eretto a Ente morale e ne fu approvato lo statuto con decreto regio di Vittorio Emanuele III. Tra gli scopi dell'Istituto si elencavano sia l'istruzione musicale sia il "diffondere e coltivare il buon gusto musicale e l'amore dell'arte mediante pubblici e privati concerti […] e mediante l'istituzione di una biblioteca musicale". La gestione della Biblioteca, secondo l'annesso Regolamento, era affidata ad un segretario-archivista.
Attualmente non è disponibile una documentazione che attesti un vero e proprio ‘lascito' di Pollini entrato a far parte della biblioteca, ma Sergio Leoni, presidente dell'Istituto dal 1922, nel ricostruirne la storia ricordò che nel 1923, con i miglioramenti apportati alla sede di via Carlo Leoni, ci si occupò anche della biblioteca, "avendo cura di raccogliere a parte tutte le opere e i ricordi del legato <Cesare Pollini>". Questo materiale, consistente in una notevole mole di documenti, libri e spartiti, era dunque confluito nella biblioteca dell'Istituto musicale, poi divenuto Liceo e infine Conservatorio Statale di musica. Tuttavia, con il trasferimento all'attuale sede di via Eremitani, andò perduta la precedente divisione delle musiche in armadi specifici per i diversi generi od organici musicali, riconoscibile soltanto dai corrispondenti vecchi registri sistematici tuttora conservati. Nell'attuale collocazione il lascito è quindi confuso nell'intera biblioteca e sembra non avere mai avuto alcuna connotazione per essere identificato come fondo a sé stante.
Non è stato facile quindi ricostruire un fondo più ipotetico che reale, poiché fu probabilmente lo stesso Pollini a tenere indifferentemente a casa propria o nei locali dell'Istituto – sua seconda casa – i libri e le musiche da lui ricevuti o acquistati. L'unica concreta testimonianza documentaria relativa alle opere a lui appartenute è costituita da un piccolo quaderno nero redatto e ordinato come un vero catalogo, che in una pagina porta la firma della madre di Cesare, Luigia Cassis Pollini. E' probabile che ella lo abbia donato alla scuola insieme ai libri del figlio prematuramente scomparso.
La ricchezza e la varietà di questo materiale librario e musicale costituisce la fonte più preziosa per intravvedere la personalità di Pollini, compositore pianista e interprete soprattutto di musica da camera, nonchè attento lettore e studioso di saggi storici ed estetici di autori a lui contemporanei o di suoi immediati predecessori (Wagner, Riemann, Nietzsche, Spitta, Bernhard Marx), prevalentemente in lingua tedesca, della quale Pollini aveva una perfetta padronanza. Molte partiture rimaste sono inoltre arricchite di firme e dediche di musicisti che furono in contatto con lui: da Bazzini a Sgambati, Martucci, Richard Strauss, all'amico violinista Emilio Pente, agli autori attivi a quel tempo in area padovana o veneta (Ravanello, Chilesotti, Tebaldini, Perosi).
Sulla figura e l'opera di Cesare Pollini si veda il volume Cesare Pollini. Testimonianze. Documenti e testi raccolti in occasione del 150° anniversario della nascita (1858-1912), a cura di Maria Nevilla Massaro, Cleup, Padova 2008. In tale volume è pubblicato anche l'elenco dei documenti e delle opere di Pollini, a cura di Elena Linda Bertoni.

La schedatura

Il lavoro di schedatura è stato organizzato e suddiviso in due fasi fondamentali:

  1. ricognizione e rinvenimento dei volumi sicuramente appartenuti a Pollini o di sua probabile appartenenza
  2. realizzazione della schedatura nel database.

Il controllo del materiale è stato effettuato in ogni armadio o scaffale della biblioteca, ivi compresi gli armadi attualmente dedicati alle "Monografie" e alle "Rarità".
È doveroso segnalare che la biblioteca del Conservatorio conserva altri materiali che potrebbero essere appartenuti a Cesare Pollini - tra i quali riviste e opuscoli dell'epoca -, tutti di argomento musicale, conservati in biblioteca senza catalogazione.
Il database conta circa 1200 record.

Criteri di schedatura

AUTORE
È stato indicato Cognome Nome. Nel caso in cui vi fossero più autori sono stati indicati tutti fino a un massimo di 3, nel caso in cui fossero più di 3 è stato indicato Autori Vari, facendone lo spoglio nel campo Note Spoglio.
CURATORE
È stato indicato Cognome Nome. In questo campo si è inteso segnalare, oltre al curatore vero e proprio, anche responsabilità  di altro tipo (prefazione, introduzione, traduzione). In tal caso, è stato indicato Cognome e Nome e, fra parentesi, il tipo di responsabilità. Se più d'una, sono state indicate tutte.
TITOLO
È stato riportato il titolo più completo possibile, preso dal frontespizio o dalla copertina (quando sia più preciso riguardo il contenuto del volume).
LUOGO
Sono stati mantenuti i nomi di città in lingua originale (es: Paris, Leipzig). Se il nome era stato  tradotto dall'editore, lo si è riportato nella lingua originale. 
EDITORE
Il nome dell'editore è stato uniformato. È stato indicato al primo posto sempre il cognome (es.: C.F. Peters = Peters).
DATA
È stato indicato l'anno di edizione.
LINGUA
È stata indicata la lingua del testo con sigle di 3 lettere (ENG, FRA, GER, ITA, OLA, RUS).
COLLANA
È stato compilato solo nel caso il volume sia un fascicolo di Rivista o di Collezione musicale, o faccia parte di una serie di fascicoli sotto un unico titolo.
NOTE
Sono stati annotati gli elementi caratteristici del volume o relativi al suo contenuto, e in ogni caso gli elementi che non si sono potuti precisare negli altri campi. Es.: note di appartenenza, etichette di librerie, dediche (trascritte integralmente), autori dei diversi saggi contenuti.
ATTRIBUZIONE  
Questo campo consta di un solo carattere, per il quale si sono adottate delle sigle convenzionali, che intendono segnalare la motivazione per cui si ritiene che il volume appartenga al Fondo Pollini. Sono state usate le seguenti sigle:
  • F = firma autografa di Cesare Pollini
  • T = timbro di C.P., direttore dell'Istituto Musicale di Padova
  • C = presenza del volume nel quaderno di Luigia Cassis Pollini
  • D = dedica di altro autore a C.P., segno di omaggio allo stesso
  • P = attribuzione presunta, a discrezione dello schedatore, motivata dal fatto che il volume appartenga ad un gruppo in cui altri abbiano segni di appartenenza o da altro valido motivo (possibilmente la motivazione è segnalata nel campo NOTE).
TIPOLOGIA
In questo campo, si è operata una distinzione di base tra l'indicazione "musica", indicante che l'oggetto librario è un testo musicale, e altre tipologie relative a libri di testo. Nel caso in cui sia indicato in questo campo la tipologia "musica", si è compilato anche il campo PRESENTAZIONE (v. sotto). Alcune delle tipologie usate sono le seguenti:
  • monografia
  • saggio/i (nel caso di una raccolta)
  • epistolario
  • trattato (per teoria, armonia, composizione)
  • catalogo tematico
  • PRESENTAZIONE
    Questo campo è stato compilato qualora la tipologia sia "musica": è stata indicata la forma di presentazione del testo musicale.
    Se si tratta di scrittura per un solo strumento, è stato indicato lo strumento abbreviato (es.: ob, pf). Se si tratta di scrittura per più strumenti, sono stati indicati tutti gli strumenti fino a un massimo di 8, preceduti dalla eventuale indicazione di forma (es. quartetto: vl 1, 2, vla, vlc).
    Per un numero maggiore di strumenti e per le partiture orchestrali è stato indicato "partit.", aggiungendo l'elenco degli strumenti presenti in partitura, dall'alto verso il basso. Se vi sono anche le singole parti, sono state elencate anch'esse. Es.: partit. e parti: fl 1, 2, ob, fag, vl 1, 2, vla, vlc, ctb. 
    COLLOCAZIONE
    È stata indicata la collocazione in biblioteca, con gli elementi separati da barra. Es. G/II/34; Monografie 1/Beethoven/35.